Proposta di referendum abrogativo dell'art. 3 bis L. 91/1992: necessarie 500.000 firme!
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il quesito che mira a eliminare dalla Legge 91/1992 sia la retroattività della riforma sia il requisito della cittadinanza esclusivamente italiana dell’ascendente.
La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ha pubblicato, in data 17 settembre 2026, il comunicato della Corte Suprema di Cassazione che registra la richiesta presentata da undici cittadini italiani per promuovere un referendum abrogativo sull’art. 3-bis della Legge n. 91/1992.

L’obiettivo ora è raccogliere almeno 500 mila firme di elettori.
La richiesta non intende abrogare integralmente l’art. 3-bis, introdotto dal Decreto-Legge n. 36/2025 e convertito dalla Legge n. 74/2025.
Il quesito individua due precisi tagli nel testo: l’espressione “anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo”, contenuta all’inizio del primo comma, e la parola “esclusivamente”, presente nella lettera c) dello stesso dispositivo.
La prima espressione è quella attraverso la quale l’art. 3-bis estende la nuova disciplina anche alle persone nate prima della sua entrata in vigore. La sua eliminazione mira quindi a rimuovere dal dispositivo della norma proprio questa previsione.
Il secondo intervento riguarderebbe l’eccezione attualmente riservata a chi abbia un ascendente di primo o secondo grado che possieda, o possedesse al momento della morte, “esclusivamente” la cittadinanza italiana.
Se il referendum arriverà alle urne, sarà valido e prevarrà il “sì”, la parola esclusivamente verrebbe meno.
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, si apre la fase che consente l’organizzazione formale della raccolta delle firme necessarie.
La raccolta può essere effettuata anche digitalmente.
L’Italia dispone di una piattaforma nazionale gestita dal Ministero della Giustizia per le firme relative a referendum e iniziative legislative popolari ed identifica ciascuna iniziativa indicando la data di inizio della raccolta.



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